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I Finferli

Il Portale dedicato ai Finferli

Moltissime sono le specie di funghi presenti in Italia, solo una piccola parte di questi è però commestibile e spesso questa piccola porzione non è diffusa su tutto il territorio ma si concentra invece in specifiche regioni. Parlando di funghi, dunque, non si può non citare il famoso finferlo: forse uno dei funghi maggiormente diffusi e, certamente, raccolti e mangiati davvero ovunque. Cantharellus cibarius è il suo nome scentifico, eppure il finferlo è conosciuto in tutto il nostro paese con diversi nomi dialettali come: finferlo, garitula, gialletto, galletto o gallinaccio.

Riconoscere i finferli è davvero facile poichè questi funghi presentano caratteristiche inconfondibili, primo fra tutti il colore, giallo-arancio o giallo-oro, che, uniforme, ricopre tutto il fungo dal cappello al gambo. Il cappello del finferlo presenta una forma assai irregolare, è solitamente di ridotte dimensioni, dotato di una superficie liscia e di un bordo spesso ondulato. Al di sotto del cappello troviamo delle pseudolamelle, ossia grosse e distanti pieghe di colore giallo-arancio decorrenti sul gambo. Il gambo, appunto, presenta lo stesso colore del cappello e, solitamente molto breve e con forma tozza, va via via assottigliandosi alla base.

La carne soda, l'eccellente profumo ed delizioso sapore di questo fungo, nonchè la sua notevolissima diffusione, hanno portato il finferlo ad essere uno dei funghi più utilizzati in cuicina e, talvolta, ad essere preferito persino ai porcini. Grazie alle sue eccellenti caratteristiche, infatti, il finferlo si presta ottimamente per le preparazioni più diverse tra le quali spiccano preparazioni con olio, prezzemolo, aglio e peperoncino. In alternativa, il finferlo può essere conservato sott'olio, sotto aceto oppure essiccato e può essere anche utilizzato per "impreziosire" il sapore e gli aromi di altri funghi; per questo è noto anche come "il prezzemolo dei funghi".

Dove trovare il finferlo? Questo fungo nasce principalmente tra estate ed autunno prediligendo i sottoboschi di aghifoglie e latifoglie. Il finferlo, facilmente riconoscibile, cresce solitamente in gruppi dalla forma ellittica che spiccano tra la vegetazione per la concentrazione di funghi e per il vivo colore di questi.

Come ben sanno gli appassionati di funghi, il finferlo si trova con notevole facilità passeggiando per i boschi di tantissime zone del nostro paese, in ognuna delle quali assume nomi diversi, come spesso accade quando si parla di funghi.

Quello che scientificamente si chiama Cantharellus Cibarius è, infatti, noto anche come di cresta di gallo, gallinaccio, gallinella, galluccio, margherita, gialletto, catello e con tanti altri nomi che ci ricordano le tipiche forme irregolari del suo cappello ed il suo vivace colore dorato.

Tanti nomi diversi per indicare uno dei funghi più noti ed amati del nostro paese, il quale, lo ricordiamo, non va assolutamente confuso con l'Omphalotus Olearius che è tossico. Ad un occhio esperto non sfuggono le differenze tra i due che, tuttavia, sono simili per colore e di conseguenza, presi dall'entusiasmo di gustare i prelibati doni del bosco, potrebbe capitare di scambiare un Omphalotus Olearius per un finferlo gigante.

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